Rosy Bindi

Nasce il 12 febbraio 1951 a Sinalunga, nel cuore della Val di Chiana, tra Siena ed Arezzo.
Dopo la laurea in Scienze politiche, ha sempre mantenuto rapporti con l’università e a tutt’oggi è ricercatore di diritto amministrativo presso l’Università di Siena. Si è formata nell’Azione cattolica, nel clima appassionato di riscoperta ecclesiale aperto dal Concilio Vaticano II, e ne è stata vicepresidente nazionale dal 1984 al 1989.
La sua vita è cambiata la mattina del 12 febbraio 1980, quando un commando delle Br ha ucciso davanti ai suoi occhi Vittorio Bachelet, maestro negli studi e nella fede.
Dal 1989 fa politica a tempo pieno. Ha cominciato come parlamentare europeo della Democrazia Cristiana, eletta a sorpresa con 211.000 preferenze nella circoscrizione Nord-Est. Poi, negli anni di Tangentopoli, si è battuta per il rinnovamento della democrazia e del partito, contribuendo alla nascita del nuovo Partito popolare italiano.
Ha fatto il ministro della Sanità nei governi Prodi e D’Alema e ha varato la riforma del Servizio sanitario nazionale.
È stata nell’esecutivo nazionale della Margherita, partito di cui ha promosso la nascita, e dove dirige il dipartimento Salute e politiche sociali.
Ha marciato contro la guerra in Iraq e, in parlamento, ha difeso i diritti di cittadinanza. Non ha mai smesso di combattere contro le leggi ad personam e le controriforme della Costituzione e della legge elettorale.
Fin dalle elezioni del 2004, si è schierata per la Lista unitaria dell’Ulivo e, anche nei momenti più difficili, ha lavorato per l’unità del centrosinistra.